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Home Rassegna Stampa Mosca e Ankara, pace in nome del gas
11/10/2016 - Pubblicato in news internazionali

Il disgelo, reso possibile dalle scuse del presidente turco alla Russia, era iniziato il 9 agosto, quando Vladimir Putin e Recep Tayyep Erdogan si erano incontrati a San Pietroburgo tornando a chiamarsi «caro amico», e assicurando che l’asse tra i due Paesi, messo seriamente in pericolo dall’abbattimento di un caccia russo per mano delle forze aeree turche in novembre, sarebbe stato ricostituito. È quanto è avvenuto ieri: un riavvicinamento suggellato nel nome degli interessi energetici. Insieme a Istanbul, Putin ed Erdogan hanno presenziato alla firma dell’accordo che “resuscita” Turkish Stream, il gasdotto rivolto ai mercati europei che sulle prime aveva preso il posto di South Stream respinto da Bruxelles, ma era rimasto congelato dalla crisi tra Mosca e Ankara. L’accordo, ha dichiarato in Turchia Aleksej Miller, il capo di Gazprom, prevede la costruzione di due linee principali sul fondo del Mar Nero, prevista entro il dicembre 2019. Costo previsto, 11,4 miliardi di euro: 910 km il tratto sottomarino, 180 quello in territorio turco, teoricamente in direzione Europa.

Fonte: Il Sole 24Ore – Antonella Scott (pag. 10)

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