Rassegna Stampa

Home Rassegna Stampa Merkel, Putin e la guerra del gasdotto
11/09/2020 - Pubblicato in

La vera posta in gioco nello scontro interno al triangolo Russia-Germania-Stati Uniti giace nei fondali del Mar Baltico, in prossimità di Greifswald. Questa città anseatica è capolinea del gasdotto Nord Stream 2. Parallelo a tubo originario, già attivo nel trasporto diretto di gas dal produttore russo al consumatore tedesco. Mancano pochi chilometri all’aggancio, che raddoppierebbe la capacità della condotta, da 55 aa 110 miliardi di metri cubi annui. Un passo decisivo in avanti per fare della Germania il super-hub gasiero europeo. Ma quei pochi chilometri mancano da troppo tempo. Segno che la parola definitiva non è detta. La rivolta di piazza contro Lukashenko e il misterioso avvelenamento di Navalny hanno spinto gli avversari del Nord Stream 2 ad alzare la voce. Dopo che diversi paesi europei, e soprattutto gli Stati Uniti, hanno ammonito Mosca e Berlino a seppellire il tubo sottomarino, i due partner sono alle strette. Il Cremlino non vuol sentir parlare di rinuncia. Il danno sarebbe enorme. Ma la partita decisiva si gioca in Germania. Angela Merkel è sotto stress. Nel suo partito e nell’opinione pubblica monta la polemica contro Putin, considerato responsabile del tentato omicidio di un oppositore molto visibile – soprattutto in Occidente, meno in Russia. Merkel è a fine corsa. I suoi aspiranti successori alla guida della Cdu e quindi, probabilmente, alla cancelleria, si dividono sull’opportunità di cedere alle pressioni atlantiche. La cancelliera prende tempo. Aspettando che la tempesta si plachi. Magari suggerendo qualche modifica al percorso del gasdotto o accettando una moratoria.

Fonte: La Stampa- Lucio Caracciolo (pag. 21)

Tag Clouds

 

Ultime notizie

Industria ceramica in allarme: <<Arrivano costi folli per la CO2>>

Cambiano e diventano più severe le regole europee per le emissioni di anidride carbonica dell’industria
[leggi tutto…]

Cipro, il fronte del mare. Così la corsa al gas accende incubi di guerra

Dalla scoperta del gas nel 2011 l’isola di Cipro è sempre di più il terreno di confronto tra sfidanti ben più potenti dei suoi residenti, divisi  da una linea di demarcazione da oltre cinquanta anni, turco-ciprioti e greco-
[leggi tutto…]

Riad: <<Chi punta contro il petrolio si farà male>>

Da un lato la domanda di petrolio che fatica a recuperare i livelli pre Covid, dall’altro le disciplina sui tagli di produzione che dopo mesi di estremo rigore è tornata a vacillare.
[leggi tutto…]