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Home Rassegna Stampa Il mercato del gas avvia la rivoluzione di prezzi e contratti
07/12/2016 - Pubblicato in news internazionali,news nazionali

Il mercato del gas come quello del petrolio, con prezzi decisi dal mercato (speculatori compresi) e non più da negoziati segreti tra singoli produttori e consumatori. La rivoluzione è già cominciata e - benché il traguardo di un mercato davvero liquido e globale sia ancora lontano - i primi segnali di transizione sono evidenti: nel gas distribuito via pipeline, così come nel Gas naturale liquefatto. Persino in Europa, roccaforte di Gazprom, si stima che oltre metà delle forniture siano acquistate sul mercato spot o indicizzate a quest’ultimo, invece che al petrolio, come un tempo era la norma. Quanto al Gnl, nei prossimi mesi è previsto il lancio di diversi contratti future che - se decolleranno - potrebbero mettere il turbo alle trasformazioni già in atto sul mercato: l’evento potrebbe essere paragonabile al varo negli anni ’80 dei contratti su Wti e Brent e alla loro successiva affermazione come benchmark di prezzo globali. Più in generale, afferma l’Agenzia internazionale dell’energia (Aie), sarà il crescente surplus di offerta - di cui è responsabile, oltre agli Usa, anche l’Australia - a fare da «catalizzatore per una seconda rivoluzione del gas, con implicazioni di vasta portata per i prezzi e i contratti». A fronte di una domanda intorno a 250 milioni di tonnellate l’anno, con moderate prospettive di crescita, la capacità di produzione di Gnl secondo l’Aie potrebbe crescere dai 415 miliardi di mc del 2015 (in gran parte inutilizzati) a 595 miliardi nel 2021. In una situazione come questa gli acquirenti hanno – e avranno sempre di più - il coltello dalla parte del manico.

Fonte: Il Sole 24Ore, Finanza&mercati – Sissi Bellomo (pag. 34)

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