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Home Rassegna Stampa Anche sul mercato del gas arrivano i tagli di produzione
08/05/2020 - Pubblicato in news internazionali

Anche sul mercato del gas cominciano i tagli di produzione. E’ la Norvegia o meglio: la sua compagnia, Equinor a scoprire per prima carte, annunciando una riduzione volontaria dell’offerta in risposta al crollo dei prezzi. Senza fare proclami, cominciano intanto a fare un passo indietro anche gli esportatori di Gnl degli Usa. Mentre le forniture di Gazprom dalla Russia sono già in calo sono già in  calo da qualche mese e a maggio il declino è stato più rapido. Oslo per la prima volta dal 2002 ha deciso di collaborare con l’Opec, impegnandosi la settimana scorsa a ridurre le estrazioni di petrolio, una misura che comporta la perdita di gas associato. Il direttore finanziario Equinor ha dichiarato: “Rinvieremo parte della produzione di gas dal 2020 al 2021”, chiarendo che la strategia “ha a che fare con le condizioni del mercato e con la prevista evoluzione dei prezzi nel futuro”. Equinor, secondo fornitore europeo di gas, con il 20-25% del mercato, riesce a rientrare nei costi anche quando il prezzo alla consegna è “ben sotto i 2 dollari per milione di Btu”, ha ribadito il dirigente: un livello di competitività simile a quello di Gazprom, che a sua volta soddisfa più di un terzo del nostro fabbisogno. Il problema è che sui principali hub europei oggi il gas vale circa 1,75$/Mbtu (day ahead) secondo S&P  Global Plants. E la discesa legata ad un eccesso di offerta, cui si è aggiunto l’effetto coronavirus, rischia di continuare, forse addirittura fino a registrare prezzi negativi, com’è già successo con il petrolio: con gli stoccaggi che rischiano di riempirsi in estate “c’è una reale possibilità” che questo accada nel secondo o terzo trimestre, avverte l’Oxford Institute for Energy Studies. A meno che i produttori non chiudano i rubinetti. I tagli finora sono timidi, ma stanno arrivando. Anche da parte dei produttori di Gnl “made in Usa”, che hanno un breakeven intorno a 4 $/mBtu sulle esportazioni, più del doppio dei prezzi europei e anche di quelli asiatici. Finora il gas liquefatto ha comunque resistito sul mercato europeo.

Fonte: Il Sole 24 Ore - Sissi Bellomo (pag. 22)

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