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Home Rassegna Stampa Meno fiducia nell’Opec, ma il petrolio ritorna a pompare
30/12/2017 - Pubblicato in news internazionali

Nella prima metà dell’anno è cresciuta la frustrazione tra investitori e trader, in quanto il patto stretto dall’Opec con altri importanti produttori alla fine del 2016 sembrava avere scarso effetto sulla sovrabbondanza di offerta globale. Le scorte sono rimaste ostinatamente elevate e i future sul greggio negli Usa sono crollati. Ma le quotazioni alla fine hanno recuperato terreno, mentre la crescita della produzione negli Usa si è indebolita, i rischi geopolitici si sono intensificati e le interruzioni di forniture sono aumentate. Nel 2017 il Brent ha guadagnato il centro della scena con un aumento di quasi il 15% e ha raggiunto a fine anno i massimi da giugno 2015. I futures sul greggio negli Usa sono rimasti indietro ma hanno  comunque segnato un rialzo dell’8,8%. Quest’anno la risalita del greggio non è stata lineare. I prezzi del petrolio hanno aperto l’anno in bellezza: gli investitori hanno scommesso fortemente sul progresso del greggio, costruendo una posizione rialzista netta record nei futures negli Usa fino a febbraio. Le scorte di greggio negli Usa, un barometro attentamente monitorato sullo stato generale delle forniture globali di petrolio, hanno continuato a salire nei primi mesi dell’anno, in parte a causa di un aumento nella produzione dei membri dell’Opec prima che i tagli entrassero in vigore. Il calo è iniziato dopo aver toccato un massimo di oltre un anno a febbraio. Alla fine, gli investitori sono tornati poiché lo scorte hanno iniziato a diminuire. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, l’eccesso di petrolio immagazzinato in tutto il mondo rispetto al livello medio quinquennale è stato ridotto di oltre la metà.

Fonte: MF – Alison Sider (pag. 24)

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