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Home Rassegna Stampa Marcegaglia: “Greta o Trump, diffidiamo degli estremismi”
23/01/2020 - Pubblicato in news internazionali,news nazionali

Dà torto a Greta ma non dà ragione a Trump. La Presidente dell’Eni, Emma Marcegaglia, si tiene lontana dai due estremismi. Il problema della transizione energetica va affrontato con pragmatismo dal momento che il mondo ancora si basa per l’60% sulle fonti fossili e in cui la domanda di energia è proiettata in aumento del 25% al 2030, quando la popolazione sarà aumentata a un miliardo. Non si risolve nulla, continua, dando addosso alle compagnie dell’Oil&Gas con l’invocare il totale e l’immediato stop agli investimenti nei combustibili fossili. Il settore privato sta lavorando bene, è dal punto di vista politico, sul piano delle intese internazionali che c’è una situazione di stallo. Servono invece un coordinamento e una cooperazione tra settore finanziario, mondo produttivo e governo, a partire dalla promozione di uno sviluppo più accelerato di nuove tecnologie. Ritiene che lo sviluppo promosso da Larry Fink, di BlackRock che ha annunciato di cassare dalla lista dei potenziali target di investimento le società che non mostrano di voler delineare e attuare chiare strategie sul fronte ambientale, sia molto positivo, a patto che “non siano messe nel mirino in modo indiscriminato le imprese produttrici di energia in quanto tali”. Dopo aver descritto la strategia di Eni, ha commentato che non tutti agiscono allo stesso modo, tanto che la stessa Agenzia internazionale dell’energia, in un nuovo rapporto ha avuto finalmente il coraggio di evidenziare che le grandi società statali del settore petrolifero fanno troppo poco. Inoltre se “l’Europa conta per il 9% delle emissioni totali, anche azzerarle nel nostro continente non avrebbe certo un impatto decisivo sul pianeta se altrove non ci si muove”. Sul possibile accordo bilaterale tra Europa e Usa per lo shale gas americano, ha commentato: “Anche se venisse raggiunta questo tipo di intesa a livello politico, non credo che ci sarebbero conseguenze per noi. Le dinamiche di mercato dovranno giocare un ruolo fondamentale, E’ vero che il prezzo del gas è molto basso negli Usa, ma è basso anche altrove e l’incidenza del costo di trasporto potrebbe rendere non necessariamente conveniente l’approvvigionamento europeo con gas americano.

Fonte: Il Sole 24 Ore – Stefano Carrer (pag. 20)

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