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12/10/2016 - Pubblicato in news internazionali

Nella giornata di ieri del World Energy Coucil di Istanbul è intervenuto il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro. Dopo aver ribadito la necessità dell'Opec di rivestire un ruolo decisivo nella determinazione del prezzo del petrolio, ha poi parlato delle politiche energetiche del suo paese. “Il Venezuela continuerà ad essere un paese petrolifero, però, ci sono anche altre risorse che il Venezuela possiede. Abbiamo fatto molto per gli investitori e dato loro incentivi. C'è una vasta gamma di opportunità per gli investitori in Venezuela”. Il riferimento, chiaro, è alle ingenti riserve di gas naturale nel nord del paese su cui, parola del Presidente, si inizierà a lavorare già dal prossimo anno. Che negli ultimi mesi il gas si trovasse in cima alla strategia energetica del Venezuela è stato evidente nell'ultima settimana. Il discorso di Maduro a Istanbul fa da eco alle dichiarazioni di una settimana prima del ministro del Petrolio e presidente della società petrolifera di Stato, PDSVSA, Eulogio Del Pino, che ha parlato del Venezuela come prossimo “più grande paese esportatore di gas del Sud America”, annunciando per il primo dicembre l'inizio delle esportazioni della risorsa in Colombia e l'esistenza di trattative aperte con Trinidad, Aruba, Curacao e Jamaica. Settimana che si è conclusa poi con l'annuncio del rinnovo dell'accordo con la russa Rosneft per operazioni offshore nel quadro del Projecto Mariscal Sucre con l'intenzione dello sfruttamento di due ulteriori giacimenti per servire il mercato interno con 600 milioni di piedi cubi/giorno e liberare risorse per l'esportazione. Il volano di questa politica energetica è proprio il Projecto Mariscal Sucre, che prevede lo sfruttamento delle risorse situate nella parte settentrionale del paese, in particolar modo la zona che interessa la Peninsula de Paria con i giacimenti di Dragon, Patao, Mejillones e Rio Caribe, come motore dello sviluppo economico del Venezuela nei prossimi anni.

Fonte: Nella giornata di ieri del World Energy Coucil di Istanbul è intervenuto il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro. Dopo aver ribadito la necessità dell'Opec di rivestire un ruolo decisivo nella determinazione del prezzo del petrolio, ha poi parlato delle politiche energetiche del suo paese. “Il Venezuela continuerà ad essere un paese petrolifero, però, ci sono anche altre risorse che il Venezuela possiede. Abbiamo fatto molto per gli investitori e dato loro incentivi. C'è una vasta gamma di opportunità per gli investitori in Venezuela”. Il riferimento, chiaro, è alle ingenti riserve di gas naturale nel nord del paese su cui, parola del Presidente, si inizierà a lavorare già dal prossimo anno. Che negli ultimi mesi il gas si trovasse in cima alla strategia energetica del Venezuela è stato evidente nell'ultima settimana. Il discorso di Maduro a Istanbul fa da eco alle dichiarazioni di una settimana prima del ministro del Petrolio e presidente della società petrolifera di Stato, PDSVSA, Eulogio Del Pino, che ha parlato del Venezuela come prossimo “più grande paese esportatore di gas del Sud America”, annunciando per il primo dicembre l'inizio delle esportazioni della risorsa in Colombia e l'esistenza di trattative aperte con Trinidad, Aruba, Curacao e Jamaica. Settimana che si è conclusa poi con l'annuncio del rinnovo dell'accordo con la russa Rosneft per operazioni offshore nel quadro del Projecto Mariscal Sucre con l'intenzione dello sfruttamento di due ulteriori giacimenti per servire il mercato interno con 600 milioni di piedi cubi/giorno e liberare risorse per l'esportazione. Il volano di questa politica energetica è proprio il Projecto Mariscal Sucre, che prevede lo sfruttamento delle risorse situate nella parte settentrionale del paese, in particolar modo la zona che interessa la Peninsula de Paria con i giacimenti di Dragon, Patao, Mejillones e Rio Caribe, come motore dello sviluppo economico del Venezuela nei prossimi anni.

Fonte: Staffetta Quotidiana

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