Rassegna Stampa

Home Rassegna Stampa L’Italia alla “battaglia” dell’energia pulita
05/08/2015 - Pubblicato in news nazionali

Le tecnologie energetiche anche in Italia stanno percorrendo, anche se con qualche anno di ritardo rispetto a quanto è avvenuto nel resto del mondo produttivo. L’energia fotovoltaica, con quella eolica, è il simbolo della produzione elettrica efficiente, pulita, con basse barriere di capitale, vicina ai consumatori o perfino direttamente in casa del consumatore il quale diventa produttore e consumatore insieme. Per anni l’Italia ha promosso le fonti rinnovabili, facendo del Paese uno dei più rinnovabili al mondo. Durante un convegno organizzato di recente dall’Agenzia internazionale dell’energia e dal Gestore dei servizi energetici, l’amministratore delegato di Terna  Pier Francesco Zanuzzi ha sottolineato che dal 2005 al 2013 la produzione italiana di energia pulita è cresciuta di 17 volte e copre il 40% della produzione nazionale, con un sorpasso sul metano, il quale a sua volta pochi anni fa aveva conquistato il primato sull’olio combustibile. Ma i dati del giugno 2015, freschissimi, sono ancora più forti: le centrali pulite hanno prodotto 9,5 miliardi di chilowattora pari al 47% dell’elettricità nazionale. Significa che in giugno diverse volte le fonti pulite di energia hanno costretto a tenere spente quasi tutte le centrali a combustibile. L’effetto è duplice. Le rinnovabili fanno scendere in modo rilevante la quotazione del chilowattora all’ingrosso al Mercato Elettrico (la settimana scorsa il listino è crollato del -21%) ma al tempo stesso fanno rincarare la bolletta dei consumatori tramite gli incentivi. Le politiche italiane ancora oggi oscillano fra le due spinte contraddittorie, promuovere l’energia pulita ma frenare l’energia pulita. La normativa viene cambiata di continuo, secondo gli umori del momento. Per il segmento fotovoltaico, per esempio, c’è stato un sovrapporsi di diversi incentivi in “conto energia” inframmezzati da leggi come il cosiddetto Salva Alcoa che, durante il Governo Berlusconi, diede all’energia solare un sussidio di generosità sorprendente, salvo far in breve marcia indietro. Oggi siamo alla revisione dello “spalmaincentivi” (che vengono ridotti ma pagati per un tempo più lungo), il quale ha sconcertato i piani di rientro delle banche che avevano finanziato i progetti, le associazioni dei produttori rinnovabili e perfino il Tar Lazio, che vi ha sentenziato contro. Sono in corso nuovi aggiornamenti, e associazioni come l’Assorinnovabili o la Federidroelettrica lanciano allarmi ripetuti. Quando come in Italia i due sistemi si sommano (concorrenza e pianificazione insieme) in modo irregolare ed emotivo invece i costi della corrente elettrica crescono. Ciò scoraggia gli investimenti finanziari nelle rinnovabili, perché le indicazioni di prezzo sono falsate. «Il settore finanziario considera le rinnovabili come mature e affidabili. Ciò ha consentito di ridurre i premi per il rischio, ottenere un costo del capitale più basso e di ridurre il costo delle rinnovabili», ha scritto Frankl - direttore a Parigi della sezione rinnovabili dell’Agenzia internazionale dell’energia - in un articolo sulla rivista «Elementi » del Gse.

Fonte: Il Sole 24 Ore 

Tag Clouds

 

Ultime notizie

Greggi in aumento. Le tensioni sulla Brexit e in Siria aumentano la volatilità

Le quotazioni del petrolio hanno inanellato due sedute positive, nonostante il rafforzamento del dollaro sull'euro.
[leggi tutto…]

Saipem trova il tris in Australia

Due notizie hanno aiutato Saipem nella risalita in borsa di ieri, che ha visto il titolo chiudere a 3,86€ con un guadagno del 2,4%.
[leggi tutto…]

“Blocca trivelle”, l'impatto sulle attività upstream

In attesa che la maggioranza di Governo prenda una decisione sul cosiddetto “blocca trivelle”, è importante mettere a fuoco i riflessi che le misure restrittive che si vorrebbero adottare potrebbero avere sulle attività upst
[leggi tutto…]