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Home Rassegna Stampa Israele deve rifare i conti , a rischio i piani energetici con il Cairo
01/09/2015 - Pubblicato in news internazionali

Circa 540 miliardi metri cubi di gas naturale sono tanti per un Paese come Israele che almeno il 40% conta di portarlo fuori confine. Nel 2017 dovrebbe arrivare in superficie il primo soffio di gas previsto dai piani. Già perché, se la tabella di marcia sarà rispettata, tanto oro blu sarà prodotto a regime dal giacimento Leviathan, al largo delle coste israeliane, a circa 130 km dalla città di Haifa. Ora il governo israeliano rischia di dover rifare i suoi conti. L’annuncio delle scoperta dell’Eni del mega giacimento di gas naturale ha scatenato un terremoto politico e finanziario in Israele, con possibili ripercussioni sui progetti energetici messi a punto dal governo. La vendita del gas israeliano al Cairo aveva lo scopo di prevenire nell’immediato eventuali forniture iraniane di gas alla Giordania, lasciata a secco dall’assenza di gas egiziano e, nel lungo termine, allo stesso Egitto. Conseguenza immediata dell’annuncio dell’Eni è stato ieri il crollo alla Borsa di Tel Aviv dei titoli delle aziende legate al progetto Leviathan.

Fonte: Il messaggero 

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