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Home Rassegna Stampa C’è un’idea da 2 miliardi: scorporare il gas di famiglia
02/11/2015 - Pubblicato in news internazionali

L'attività retail di Eni potrebbe essere separata partita dopo la scoperta del giacimento gigante di gas nelle acque egiziane. L'idea, confermata dal Cane a sei zampe ai sindacati la scorsa settimana, riguarda la costituzione di un ramo funzionale nell'area retail del gas. Una business unit che per l'Eni vale il 35% della divisione retail nel gas e include tutti i clienti nel cosiddetto settore residenziale, famiglie e micro imprese. Esclusi quindi i contratti con i grandi clienti. Ma è una fetta di business che per il Cane a sei zampe, secondo le stime di mercato, vale attorno ai 2 miliardi. La riflessione sul futuro dell'attività è in corso da qualche mese nel gruppo guidato da Claudio Descalzi. Certo, altre priorità hanno avuto la precedenza nel percorso tracciato dal ceo, impegnato a trasformare l'Eni da holding diversificata a oil company focalizzata nell'upstream, cioè ricerca e produzione del petrolio. Una rotta che ha come approdo il modello di multinazionali come Exxon. Ma la riflessione di portare nel modo più adatto fuori dal perimetro delle attività core un business come le attività retail nel gas resta. È un dossier che prenderà corpo all'inizio del prossimo anno. Cioè una volta archiviata una partita come il deconsolidamento e l'aumento di capitale di Saipem. E sfoltiti gli impegni che vedono Descalzi concentrato a giocare la partita della nuova Eni in Medio Oriente e in Africa dove si è aggiudicata venerdì i diritti di esplorazione nelle acque profonde del Bacino Settentrionale dello Zambesi.

Fonte: Corriere della Sera, Industria – Daniela Polizzi (pag. 8)

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