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Home Rassegna Stampa Un gasdotto Russia-Italia potrebbe non essere utopia
26/02/2016 - Pubblicato in news internazionali,news nazionali

La pipeline è infatti meno costosa da realizzare, il che non guasta nell’attuale fase di gravi difficoltà per l’industria del settore. Questo non è comunque il suo principale punto di forza. Ce ne sono almeno altri due.  Il primo: il nuovo gasdotto, inglobando il vecchio progetto Itgi Poseidon di Edison e Depa, godrebbe non solo di un risparmio economico ma potrebbe evitare una lunga serie di adempimenti, non facili da ottenere. Itgi Poseidon ha già tutte le autorizzazioni necessarie, persino per l’approdo sulle coste pugliesi, che ha fatto tanto penare Tap. Anche gli accordi intergovernativi in Italia, Grecia e Turchia sono fatti. E la Commissione europea ha dato il suo appoggio all’infrastruttura, sia pure in un contesto molto diverso, perché doveva servire ad attenuare la dipendenza dalla Russia. Il secondo aspetto da considerare è che tutte le parti coinvolte avrebbero qualcosa da guadagnare. Mosca, perché anche con l’eventuale raddoppio di Nord Stream, verso la Germania, ha comunque bisogno di una rotta sud per il gas, in modo da difendere la presenza sul mercato europeo. La Turchia, perché volente o nolente non può rinunciare al gas russo, che ora soddisfa il 60% del suo fabbisogno: i suoi consumi crescono vertiginosamente e non ci sono altri fornitori in grado di soddisfarli a breve. Anche per l’Italia e la Grecia sarebbe un’utopia pensare di affrancarsi dalle forniture di Mosca. Il nostro Paese in particolare l’anno scorso (anche per motivi di convenienza economica) ha aumentato di oltre il 10% gli acquisti da Gazprom, importando dalla Russia oltre metà del gas: 24,4 miliardi di metri cubi, che ci sono arrivati tutti via Ucraina.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Finanza & mercati

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