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Home Rassegna Stampa Gas, lo sbarco degli americani accende il mercato europeo
25/11/2018 - Pubblicato in news internazionali

Da un lato la Russia, dall’altro gli Stati Uniti, in mezzo l’Europa. È scoppiata la guerra fredda del gas. All’origine di tutto c’è il poderoso sviluppo delle risorse da shale, che ha proiettato gli Stati Uniti al vertice della classifica mondiale dei produttori di idrocarburi. E da quando hanno liberalizzato l’export, circa tre anni fa, sono lanciati alla conquista dei mercati internazionali. L’Europa è una destinazione interessante, ma finora il gas Usa non ha sfondato. Per oltre il 30% il nostro fabbisogno è stato soddisfatto dalla Russia, che continua a guadagnare quote di mercato. Il vero problema è che le leggi dell’economia non avvantaggiano il gas americano: le forniture tendono a raggiungere l’Asia, dove spuntano prezzi migliori. Se gli Usa vogliono davvero conquistare il mercato europeo devono offrire sconti eccezionali oppure devono usare altri argomenti. L’uso del gas come arma politica è sotto gli occhi di tutti. Donald Trump sta usando con disinvoltura il combustibile come merce di scambio nelle trattative per nuovi accordi commerciali: maggiori acquisti di Gnl “Made in Usa” come requisito indispensabile per ottenere sollievo da dazi o sanzioni. E la strategia inizia a raccogliere frutti. A luglio Trump ha strappato al presidente dell’Ue Junker un impegno (teorico) ad accelerare le importazioni. L’avanzata degli Usa procede decisa poi nell’Europa dell’Est. Grazie al rigassificatore di Klapeida, la Lituania per la prima volta nella storia ha aperto le porte ai fornitori diversi da Gazprom e ora compra anche dagli Usa. La Polonia si è già spinta oltre: Varsavia negli ultimi due mesi ha sottoscritto ben tre contratti di fornitura ultradecennale con le società americane Cheniere Energy e Venture Global Lng. L’arrivo del gas americano sui mercati internazionali è stato una svolta decisamente positiva, di cui i consumatori europei hanno tratto grandi benefici, con aumento della concorrenza, utile a contenere i prezzi, e più vantaggiose condizioni di vendita. La presenza del Gnl “made in Usa” è stata determinante anche per convincere gli altri fornitori a rimodulare strategie di marketing e contratti. Conquistare l’Europa, però, è un’altra faccenda.

Fonte: Il Sole 24 Ore – Sissi Bellomo (pag. 7)

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