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Home Rassegna Stampa Gas, l’Italia sbarca nel Golfo e sfida Parigi. L’accordo con Abu Dhabi guarda alla Libia
20/11/2018 - Pubblicato in news internazionali

L’Eni sbarca in modo massiccio nel Golfo, per la prima volta, e gli accordi con Abu Dhabi si allargano all’Egitto e in prospettiva al Fezzan, dove l’Italia deve fronteggiare la concorrenza francese. Il 13 novembre Eni ha firmato un accordo con Adnoc che gli garantirà una concessione offsore comprendente tre giacimenti e <<trilioni di metri cubi>> di gas. Il successo dell’operazione nasce dall’exploit degli ultimi anni in Egitto, dove è stato messo a regime il più grande giacimento di gas nel Mediterraneo, facendo passare lo Stato da importatore a esportatore di gas in tempi rapidi. Eni ha firmato un accordo anche con una seconda compagnia emiratina per la cessione di una quota nella concessione Nour nel Delta del Nilo. L’enorme sfida dei prossimi anni, nel Golfo come nel Mediterraneo, sarà proteggere quanto scoperto in questi anni, partita che ha visto irrompere la Russia e una presenza statunitense meno forte, in un contesto con molti player. Con l’espansione negli emirati Eni e l’Italia possono riequilibrare i rapporti nello scacchiere libico e contrastare l’espansione francese nel Sudo, dove sono presenti enormi giacimenti inesplorati. I Paesi del Golfo stanno cercando da tempo nuovi partner internazionali e c’è spazio per la cooperazione. In questa direzione Eni ha firmato anche accordi minori con Bahrein e Qatar.L’Eni sbarca in modo massiccio nel Golfo, per la prima volta, e gli accordi con Abu Dhabi si allargano all’Egitto e in prospettiva al Fezzan, dove l’Italia deve fronteggiare la concorrenza francese. Il 13 novembre Eni ha firmato un accordo con Adnoc che gli garantirà una concessione offsore comprendente tre giacimenti e <<trilioni di metri cubi>> di gas. Il successo dell’operazione nasce dall’exploit degli ultimi anni in Egitto, dove è stato messo a regime il più grande giacimento di gas nel Mediterraneo, facendo passare lo Stato da importatore a esportatore di gas in tempi rapidi. Eni ha firmato un accordo anche con una seconda compagnia emiratina per la cessione di una quota nella concessione Nour nel Delta del Nilo. L’enorme sfida dei prossimi anni, nel Golfo come nel Mediterraneo, sarà proteggere quanto scoperto in questi anni, partita che ha visto irrompere la Russia e una presenza statunitense meno forte, in un contesto con molti player. Con l’espansione negli emirati Eni e l’Italia possono riequilibrare i rapporti nello scacchiere libico e contrastare l’espansione francese nel Sudo, dove sono presenti enormi giacimenti inesplorati. I Paesi del Golfo stanno cercando da tempo nuovi partner internazionali e c’è spazio per la cooperazione. In questa direzione Eni ha firmato anche accordi minori con Bahrein e Qatar.

Fonte: La Stampa, Primo Piano – Giordano Stabile (pag.22)

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