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Home Rassegna Stampa Export petrolifero in Cina La Russia davanti all’Arabia
21/03/2017 - Pubblicato in news internazionali

Pechino resta il primo cliente petrolifero di Ryad che vuole diversificare il suo rapporto con il partner strategico cinese. Il re Salman d'Arabia, in visita la scorsa settimana in Cina, ha incontrato il presidente Xi Jinping con il quale ha firmato una serie di accordi di cooperazione per 65 miliardi di dollari. L'Arabia Saudita è in cerca di sbocchi, investimenti e tecnologia per sostenere i propri ambiziosi piani di modernizzazione economica di qui al 2030. «L'Arabia Saudita è pronta a lavorare duro con la Cina per promuovere la pace globale e la prosperità», ha dichiarato il re Salman a Le Figaro. Da quando gli Usa hanno attuato la rivoluzione dello shale oil (il petrolio di scisto) l'Arabia Saudita deve approfondire i propri rapporti con i principali importatori asiatici di petrolio. Cina in testa. Infatti, proprio l'ex Impero di Mezzo, principale importatore mondiale di petrolio, è il suo cliente numero uno. L'anno scorso la Russia ha scippato all'Arabia Saudita il primo posto di fornitore di petrolio alla Cina per la prima volta, grazie al rafforzamento dell'asse Pechino-Mosca in conseguenza delle sanzioni occidentali contro la Russia legate alla guerra in Ucraina. E mentre il sovrano dell'Arabia era a Pechino, il suo erede, il principe Mohamed bin Salmane, responsabile della difesa e dei dossier economici, ha incontrato la settimana scorsa a Washington il presidente Donald Trump. E i due si sono trovati d'accordo per sviluppare un piano di investimenti spalmato su quattro anni nei due paesi nei settori dell'energia, industria, tecnologia, capace di creare, secondo la Casa Bianca, un milione di posti di lavoro negli Stati Uniti.

Fonte: Italia Oggi – Angelica Ratti (pag. 14)

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