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Home Rassegna Stampa Eni svaluta il barile venezuelano
21/02/2018 - Pubblicato in news internazionali,news nazionali

Arriva sul mercato il petro, la moneta virguale garantita dalle riserve petrolifere tramite la quale il Venezuela conta di aggirare le sanzioni e raccogliere valuta per ripagare i propri debiti. Il vicepresidente El Aissami ha aperto ieri la prevendita dei token in un primo lotto di 100 milioni di unità, attraverso il sito www.elpetro.gob.ve. Questa sottoscrizione privata riguarda 38,4 milioni di petro e si concluderà il 19 marzo. L’indomani partirà invece la vera e propria offerta iniziale pubblica, che riguarderà altri 44 milioni di token, mentre i restanti 17,6 milioni saranno destinati alla Scacv (Superintendencia de criptomonedas y actividades conexas venezolana). L’obiettivo è andare a regime con la criptovaluta mineraria, la prima emessa da uno stato, entro aprile prossimo. La cripto moneta di Caracas è l’unica con un sottostante fisico rappresentato da 5,342 miliardi di barili al campo 1 del Blocco Ayacucho nella faglia petrolifera dell’Orinoco. La sua credibilità sui mercati internazionali però è minima. Eni ha una partita aperta per diverse centinaia di milioni. Nella relazione di preconsuntivo del 2017, il gruppo di Descalzi, ha indicato tra gli oneri straordinari la svalutazione dei progetti minerari in Venezuela e dei relativi crediti commerciali verso la società petrolifera statale Pdvsa, rispettivamente per 623 milioni e  135 milioni di euro.

Fonte: MF – Angela Zoppo (pag. 10)

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