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Home Rassegna Stampa Energia, negoziare con la Ue ma valorizziamo i successi
11/05/2016 - Pubblicato in news internazionali

Fitta è l’agenda del nuovo Ministro dello Sviluppo economico Calenda sull’energia. Il nuovo decreto per le fonti rinnovabili è tornato da poco a Roma, mentre sempre bloccato è il provvedimento sul mercato della capacità elettrica. Qui il ritardo è comune ad altri paesi. Riguarda solo l’Italia, invece, il contenzioso circa il tentativo di ridurre i prezzi dei grandi consumatori industriali di elettricità, partito nel 2012, attraverso un taglio della bolletta degli oneri pagati per le rinnovabili. L’Italia può vantare di aver fatto più di altri paesi nel campo delle rinnovabili: abbiamo raggiunto nel 2014 gli obiettivi del 17% sui consumi finali fissati per il 2020, con una quota sulla sola produzione elettrica al 40%, soglia impensabile fine a qualche anno fa. Occorre che il nostro paese si attivi per far aumentare i prezzi della CO2, oggi troppo bassi a 6 €/tonnellata, in quanto non penalizzano sufficientemente il sistema elettrico tedesco, che usa ancora tantissimo carbone, mentre noi abbiamo emissioni per chilowattora prodotto inferiori del 30%, grazie al gas e alle rinnovabili, non valorizzate. La nostra politica ha un’ottima occasione nell’energia per aumentare il proprio profilo, all’interno come all’estero.

Fonte: Il Sole 24 Ore – Davide Tabarelli (pag. 8)

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