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Home Rassegna Stampa Energia a confronto con nuove regole
27/09/2017 - Pubblicato in news nazionali

La nuova Strategia energetica nazionale (Sen), il ddl Concorrenza, il piano Industria 4.0, ma anche l’Accordo di Parigi sul clima e l’Unione europea dell’energia. Il quadro delle regole, oggi ancora fluido, è stato al centro dei dibattiti nella giornata conclusiva dell’Italian Energy Summit al Sole 24 Ore. Sul fronte del gas si discute sugli incerti scenari di domanda e offerta, con un surplus di Gnl di cui non è facile prevedere la durata e i contratti di lungo termine con l’Algeria in scadenza nel 2019. «Di certo l’età d’oro del gas , prevista 4-5 anni fa dall’Agenzia internazionale per l’energia, non è ancora arrivata», osserva Nicolò Sartori dello Iai. La ricetta della Sen – un nuovo rigassificatore e l’apertura della rotta sud via Tap e Igi Poseidon – trova concordi Elio Ruggeri di Edison Energia e Luigi Santilli di Enel. Ma quest’ultimo invoca più coraggio: «Scegliere un terminale galleggiante è un vorrei ma non posso. Il vero punto è credere o no nel Gnl anche per il futuro. Un nuovo rigassificatore probabilmente ci basta, ma fatto bene e senza escludere a priori impianto onshore». «La prima urgenza – ribatte Ruggieri – è rendere competitivo l’Olt, di cui sopportiamo già i costi in bolletta». Valeria Termini, dell’Autorità per l’energia, ricorda il ruolo chiave del regolatore nel rendere più liquido il mercato del gas: «Importanti la nuova disciplina sul bilanciamento e le aste per la capacità di rigassificazione, oltre alle iniziative varate dal Gse». Quanto al corridoio di liquidità, suggerito dalla Sen, «è costoso e forse non è la misura più immediata per allineare il prezzo Psv con il Ttf». A fare da volano per la domanda di gas potranno essere anche i trasporti. «Stiamo assistendo a un boom – afferma Massimiliano Naso, responsabile clienti industriali di Liquigas. – Ci sono già 400 mezzi pesanti a Gnl immatricolati e le stazioni di rifornimento sono raddoppiate in un anno, da 6 a 12. La Sen è un ulteriore tassello utile, ma viaggiamo ancora col freno a mano tirato perché mancano depositi». Anche Snam punta sul gas per i trasporti, senza dimenticare il biometano, ossia il gas prodotto dalla fermentazione di scarti e sottoprodotti: «È energia rinnovabile a pieno titolo – evidenzia Andrea Ricci di Snam – e potrà sostituire quel metano che comincia a scarseggiare dai giacimenti nazionali». Claudio Spinaci, presidente dell’Unione Petrolifera, ricorda comunque che la transizione avrà tempi lunghi: «I combustibili fossili copriranno l’85% del fabbisogno nel 2030 e l’80% nel 2040». Per quanto, fa notare Antonio Sileo dello Iefe, non bisogna sottovalutare la possibilità di ricarica domestica per l’auto elettrica né eventuali incentivi governativi. Dalle tecnologie inoltre potranno venire spinte di innovazione importanti, rileva Marco Bertolotti di Huawei Ebg Italia: «Le nuove batterie in fase di studio per le biciclette del bike sharing milanese avranno una vita utile addirittura di anni».

Fonte: Il Sole 24 Ore, Finanza e mercati – Sissi Bellomo, Celestina Dominelli, Jacopo Giliberto (pag. 34)

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