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Home Rassegna Stampa Elettricità, rivoluzione in bolletta
17/11/2015 - Pubblicato in news nazionali

E per una volta non è esagerato usare il termine rivoluzione. Perché dopo oltre 40 anni va in pensione il sistema del calcolo nato negli anni Settanta, quando ben due choc petroliferi costrinsero il legislatore a privilegiare i comportamenti dei consumatori più “virtuosi”, nel tentativo di limitare le importazioni di combustibili fossili. Con il nuovo anno si cambia, perché l’Autorità per l’Energia ha predisposto un nuovo meccanismo di calcolo, così come prevede un decreto del Governo che a sua volta ha recepito una direttiva Ue. Secondo le tabelle si va da una maggiore spesa fino a 78 euro all’anno, iva e tasse incluse, fino a risparmi per 46 euro, sempre all’anno e sempre iva e tasse comprese. L’Autorità ribadisce che d’ora in poi tutti pagheranno un prezzo più equo, con un meccanismo che andrà gradualmente a regime nei prossimi tre anni. Per consumatori e ambientalisti, invece, si tratterebbe di un favore fatto ai grandi produttori di energia elettrica che in questo momento sono in crisi e hanno le centrali (a gas e a carbone) che funzionano poche ore al giorno, a causa del calo dei consumi e dell’effetto rinnovabili, le quali coprono quasi il 40% del fabbisogno del paese. Questo perché i nuovi meccanismi penalizzerebbero i bassi consumi, mentre i vantaggi passerebbero dalla parte di chi consuma di più. Inoltre, un diverso calcolo degli oneri di sistema sarebbe penalizzante nei confronti delle rinnovabili e dell’energia autoprodotta. L’Autorità, di contro, parla di un riequilibrio dei pesi, tenendo conto che le fasce di reddito più basso continueranno a godere del cosiddetto “bonus energia” (fino a 20mila euro di reddito per quattro persone) che di fatto sterilizzerebbe ogni possibile aumento nelle fasce basse di consumo.

 

Fonte: La Repubblica, Economia

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