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Home Rassegna Stampa Efficienza energetica: scatta la riforma dei certificati Tee
06/03/2018 - Pubblicato in news nazionali

Un mercato asimmetrico in cui il compratore è obbligato a comprare, pena essere sanzionato, a qualcuno potrà far pensare a un patto leonino ma più facilmente lascia pensare a esiti distorti di mercato. Il timore è che distorsioni non volute possano essere accadute sul mercato dei titoli di efficienza energetica, in sigla Tee, cioè i certificati bianchi il cui scambio serve a ridurre gli sprechi di energia. Non a caso le aziende del gas protestano contro questo meccanismo mentre l’altro giorno il ministero dello Sviluppo economico ha avviato la procedura di concertazione con il ministero dell’Ambiente del decreto correttivo sui certificati bianchi. E non a caso diverse aziende del gas hanno vinto al Tar ricorsi contro l’attuale sistema di emissione di questi titoli. Le aziende energetiche devono conseguire risultati di efficienza energetica presso i consumatori. Se non raggiungono gli obiettivi, devono comprare i certificati bianchi. Questi Tee sono venduti su un apposito mercato del Gestore dei servizi energetici da chi ha dimostrato di aver ottenuto un risparmio di energia, in genere imprese di tipo “esco” (Energy saving company). Il problema — osserva Luciano Buscaglione, direttore generale dell’Anigas, l’associazione confindustriale che raccoglie soprattutto grandi imprese del gas — nasce dal fatto che «il meccanismo aveva funzionato bene nei primi anni ma ormai è inadeguato. Il valore di un titolo di efficienza energetica, che si era assestato sui 100 euro, ha continuato ad aumentare fino ad arrivare agli attuali 450-500 euro. Una spesa insostenibile per le imprese del gas e soprattutto per le bollette dei consumatori».

Fonte: Il Sole 24 Ore, Impresa&Territori – Jacopo Giliberto (pag. 15)

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