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Home Rassegna Stampa Ecco quali sono le nuove strade del gas
03/12/2015 - Pubblicato in news internazionali

Ormai da un anno Gazprom, al pari di altri trader europei, vende gas all’Ucraina secondo il sistema dei contratti prepagati e le tensioni fra Mosca e Kiev hanno radicalmente mutato la posizione della Russia nei confronti del suo vicino meridionale, da sempre snodo importante per raggiungere il mercato europeo. In effetti, già a partire dalla seconda metà del 2000 Gazprom ha preso attivamente ad elaborare progetti di trasporto del gas secondo percorsi alternativi che permettessero di aggirare l’Ucraina e giungere al mercato UE: in particolare si pensi al gasdotto North Stream (con direzione Germania via Baltico), al gasdotto South Stream (con direzione Austria via Mar Nero e Balcani) e il Turkish Stream via penisola anatolica. A questi progetti se ne aggiungono poi altri che riguardano tre gasdotti diretti dall’Europa sudorientale all’Europa centrale e cioè: Eastring, Tesla e l’ampliamento del futuro gasdotto Bulgaria – Romania – Ungheria – Austria. Le recenti tensioni fra Mosca ed Ankara potrebbero mettere a serio rischio la realizzazione del gasdotto Turkish Stream ed è possibile che quel progetto verrà rimpiazzato dal progetto North Stream 2, che verrà realizzato in osservanza delle normative anti-monopolio UE e che ha una capacità dichiarata di 55 miliardi di metri cubi all’anno. Tuttavia si registrano le preoccupazioni già espresse al riguardo da novi Paesi (Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria, Estonia, Lituania, Lettonia e Grecia) con riguardo alle prospettive di perdita di guadagno, oltre che per ragioni schiettamente politiche dovute alle recenti evoluzioni della politica estera russa.

Fonte: La Repubblica, Russia Beyond the Headlines – Sergei Pikin (pag. 5)

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