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Home Rassegna Stampa Duro colpo ai piani energetici
25/11/2015 - Pubblicato in news internazionali

La Turchia è uno snodo strategico cruciale per i trasporti di petrolio e in misura crescente per quelli di gas. È anche per questo che le quotazioni del greggio, finora insensibili agli atti di terrorismo e persino all'escalation militare in Medio Oriente, hanno reagito in modo così brusco all’abbattimento del caccia russo da parte dell'aviazione di Ankara: sia il Brent che il Wti hanno guadagnato oltre il 3%, un balzo davvero sorprendente di questi tempi. Ogni giorno quasi 4 milioni di barili di greggio e prodotti raffinati raggiungono i mercati occidentali (e soprattutto l'Europa) passando per la Turchia. E in un prossimo futuro, grazie alla sua posizione geografica, il Paese diventerà anche un territorio di transito cruciale per il gas: in Turchia passerà una buona parte del Corridoio sud, il sistema di gasdotti che comprende anche la Tap, su cui la Ue ha scommesso per una parziale emancipazione dal gas russo. Secondo i piani di Gazprom - ufficialmente non ancora abbandonati - il Paese dovrebbe inoltre ospitare il Turkish Stream, progetto di pipeline che ha sostituito il South Stream.

Fonte: Il Sole 24 Ore ​

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