Rassegna Stampa

Home Rassegna Stampa Doppio gioco della Merkel coi russi
17/12/2015 - Pubblicato in news internazionali

La Germania che non ti aspetti, severa quando si parla di mantenere le sanzioni dell'Unione Europea verso la Russia, ma zitta quando si tratta di ampliare il grande gasdotto del Nord, che porta dalla Russia verso il suo territorio una gran "fetta" di metano passando sul fondo del Mar Baltico. Ancora ieri, nell'imminenza del vertice che si terrà fra oggi e domani a Bruxelles tra i 28 governi Ue, la cancelliera Angela Merkel ha esortato a rinnovare per altri sei mesi, da fine gennaio, l'embargo a Mosca, non si intravedendo soluzioni alla crisi ucraina: «Non vediamo ancora la piena applicazione degli accordi di Minsk, fra il governo di Kiev e i ribelli filorussi del Donbass, perciò chiederemo all'Ue di estendere le sanzioni». Ma intanto procedono, da settembre, i lavori per ingrandire il North Stream, alias Severnij Potok in russo, il gasdotto da 1200 km che la Gazprom, insieme ai soci occidentali Royal Dutch Shell, Angela Merkel [Reuters] E.On, Omv, ed Engie ha deciso di raddoppiare, dall'attuale portata di 55 miliardi di metri cubi all'anno ai 110 milioni previsti nel 2019. Di fatto le sanzioni ne limitano 10 sfruttamento a 22,5 miliardi di metri cubi, ma Berlino, come ricorda il Financial Times, guarda avanti mirando al ruolo di maggior snodo di gas per l'Europa, alla faccia degli abortiti gasdotti del Sud, prima 11 Nabucco, poi il South Stream, anch'esso saltato nel dicembre 2014 dopo che la Ue ha accusato di monopolismo la Gazprom, nonostante il vantaggio che i paesi europei, specie l'Italia ne avrebbero tratto. Guarda caso, negli ultimi giorni, sulla scia della tensione fra Russia e Turchia è stato congelato un ulteriore tentativo russo di mandar gas in Europa dalla via balcanica, quel Turkish Stream che sembra davvero morto e sepolto. Ecco perché anche l'Italia, come ribadisce il Financial Times, si è accodata alla protesta di vari Paesi dell'Est contro l'allargamento del North Stream, portato avanti nonostante le chiacchiere tedesche sulle sanzioni. Il piano darebbe alla Germania un ruolo di arbitro assoluto dell'ingresso nell'Unione della maggior parte del metano russo. Le tubazioni meridionali, tutte rimaste "fantasmi" per ragioni diverse, avrebbero fatto comodo all'Italia, diversificando l'approvvigionamento su più percorsi.

Fonte: Libero – Mirko Molteni (pag. 15)

Tag Clouds

 

Ultime notizie

Gas, ok Arera a seconda sessione aste capacità dall’Algeria

Le difficoltà degli operatori a ottenere i requisiti di partecipazione in tempo utile ha fatto sì che l’asta tenutasi lo scorso primo luglio per l’assegnazione di capacità gas dall’Algeria presso il punto di ent
[leggi tutto…]

Cipro, Snam in gara per rigassificatore galleggiante

Snam ha presentato una manifestazione di interesse nella  gara bandita dall’azienda pubblica del gas cipriota Defa, per la realizzazione di un terminale di rigassificazione galleggiante Fsru, con relativi moli e gasdotti
[leggi tutto…]

Phase-out carbone, A2A punta sul gas anche a Monfalcone

Arriva l’ufficialità: anche a Monfalcone A2A intende sostituire la centrale a carbone con il gas. La chiusura dell’impianto esistente da oltre 300 MW potrebbe arrivare anche prima della data del 2025 fissata dal Pniec.
[leggi tutto…]