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Home Rassegna Stampa Il dialogo Mosca-Riad: riassetti regionali o nuova regia sui prezzi del petrolio?
17/09/2016 - Pubblicato in news internazionali

Ha destato interesse l'incontro fra i ministri russo e saudita a margine del G20, per parlare di prezzo del petrolio. Entrambi si sono dichiarati disponibili a contenere la produzione per sostenere in modo più consistente il prezzo del petrolio. I due paesi producono oltre 20 milioni di barili/giorno di petrolio, senza contare il gas naturale ed i vari condensati. Si tratta di volumi decisivi del bilancio domanda offerta mondiale, che, in condizioni di mercato “normale” potrebbero effettivamente condizionare l'evoluzione del prezzo in modo determinate. Eppure nulla è successo e, chiaramente, nulla succederà. Il che appare abbastanza incomprensibile alla maggior parte degli osservatori ed analisti di mercato. Le ragioni vanno cercate nei cambiamenti strutturali che ormai da oltre 30 anni sono avvenuti nei meccanismi di formazione del prezzo del petrolio, con la creazione di tre mercati petroliferi interdipendenti in modo piramidale uno dall'altro, ovvero il mercato fisico (quello in cui si vende la produzione del greggio prodotto nel mondo), il mercato del Brent e greggi associati del Mare del Nord, ed il mercato finanziario (IPE/ICE Brent) trattato fondamentalmente nella borsa di Londra. Il mercato fisico non genera più un prezzo, ma soltanto un parametro di aggiustamento del prezzo (il famoso “differenziale”), in funzione della qualità e di alcune caratteristiche geografiche e commerciali di ogni singolo greggio.

Fonte: Staffetta Quotidiana

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