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Home Rassegna Stampa Crolla la produzione di petrolio del Venezuela
19/01/2018 - Pubblicato in news internazionali

Le condizioni dell’industria petrolifera venezuelana stanno precipitando in modo più rapido del previsto. La produzione di greggio è letteralmente crollata a dicembre, riducendosi ad appena 1,6 milioni di barili al giorno: un livello al quale non scendeva da decenni, fatta eccezione per il periodo degli scioperi del 2002-2003, quando per un paio di mesi si era quasi azzerata. Le cifre sono ufficiali, trasmesse dalla stessa Caracas all’ufficio studi dell’Opec, e dipingono un quadro drammatico per il Paese, che attraversa una terribile crisi economica e umanitaria e che conta proprio sul petrolio come unica fonte di entrate in valuta pesante. Rispetto a novembre le estrazioni sono diminuite di ben 216mila barili al giorno, mentre nel giro di un anno il Venezuela ha perso addirittura 650mila bg, ossia quasi il 30%: un disastro che ha pochi precedenti nella storia, soprattutto in assenza di conflitti. Il crollo di fine 2017 è probabilmente legato anche alla campagna di arresti per corruzione, che ha decimato i dirigenti di Pdvsa e portato in carcere anche l’ex ministro del Petrolio Eulogio Del Pino. Al suo posto è insediato Manuel Quevedo, un generale che non ha nessuna esperienza nel settore degli idrocarburi. Le attività di Pdvsa sono semiparalizzate e le estrazioni potrebbero calare ulteriormente, portandosi a 1,3 mbg secondo Francisco Monaldo, economista venezuelano professore alla Rice University, negli Usa. La compagnia, la settimana scorsa, ha subito il sequestro di un carico di greggio, su richiesta di un gruppo di creditori che reclamano il pagamento di 30 milioni di dollari. La vicenda è un grave segnale di quello che potrebbe accadere nei prossimi mesi.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Finanza & Mercati – Sissi Bellomo (pag. 32)

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