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Home Rassegna Stampa Crisi climatica, un allarme insufficiente
16/03/2019 - Pubblicato in news internazionali

Il Climate Change Performance Index (CCPI), un indicatore messo a punto congiuntamente da Germanwatch, NewClimate Institute e Climate Action Network, consente di valutare le politiche energetico-climatiche dei singoli paesi, avendo come riferimento i risultati che questi intendono realizzare nel 2030 per le emissioni di gas serra, le energie rinnovabili e i consumi energetici. Il CCPI verifica se la traiettoria di decarbonizzazione definita da questi obiettivi è coerente con gli impegni assunti sottoscrivendo nel 2015 l'Accordo di Parigi: contenere sotto due gradi l'incremento della temperatura globale. Le valutazioni per gli Stati membri dell'Unione europea, contenute nell'edizione 2019 del CCPI, non sono molto rassicuranti per un continente che si considera vessillifero del contrasto al cambiamento climatico. Il rating complessivo di Francia, Germania, Italia è appena sopra il “basso”, che è il voto assegnato alla Spagna. Per rispettare la traiettoria che centra l'obiettivo “well below 2 °C”, nel 2030 Francia, Germania e Italia dovrebbero coprire i consumi finali di energia con una quota di rinnovabili di poco superiore al 50%. Invece, nelle proposte di Piano Nazionale Energia e Clima, presentate a Bruxelles, l'obiettivo è il 34% per la Francia, 30% per gli altri due.

Fonte: Staffetta Quotidiana ​

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