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Home Rassegna Stampa Cresce la tensione in Siria, sale il prezzo del barile
18/04/2018 - Pubblicato in news internazionali

In Medio Oriente venti di guerra e prezzi del petrolio sono direttamente proporzionali: se i primi si alzano, i secondi seguono a stretto giro di posta. È stato così anche ieri quando la preoccupazione per possibili interruzioni delle forniture dopo l’intervento statunitense, britannico e francese in Siria ha fatto salire le quotazioni sui mercati asiatici. In mattinata, il barile di light sweet curde (Wti), con consegna a maggio, ha guadagnato 30 centesimi toccando i 66,52 dollari sugli scambi elettronici. Il 12 maggio il presidente americano deciderà se proseguire o meno nell’accordo sul nucleare con l’Iran. In caso di ritiro degli Usa, JpMorgan ritiene che il barile di greggio possa arrivare fino a 80 dollari. Posizione condivisa da Barclays, che si attende un rialzo delle quotazioni fino all’estate per via delle tensioni geopolitiche e una decisa correzione al ribasso nella seconda metà dell’anno. In media, le quotazioni dovrebbero registrare un moderato aumento rispetto al 2017.

Fonte: MF, Mercati – Francesco Bertolino (pag. 11)

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