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Home Rassegna Stampa CO2, gli Stati Uniti guidano il calo delle emissioni (grazie allo shale). Calo anche in Cina, grazie al passaggio al gas nel residenziale. Nel Regno Unito gas più economico del carbone anche grazie al prezzo floor della CO2
18/03/2017 - Pubblicato in news internazionali

Per il terzo anno consecutivo le emissioni di anidride carbonica legate all'energia sono rimaste invariate a fronte di una crescita dell'economia globale. Lo segnala l'Aie, specificando che questo è il risultato di una crescente produzione di energia da fonti rinnovabili, del passaggio dal carbone al gas naturale, del miglioramento dell'efficienza energetica e dei cambiamenti strutturali dell'economia globale. A determinare questo risultato, sottolinea l'Agenzia, sono soprattutto le prestazioni di Stati Uniti e Cina, i due maggiori consumatori di energia ed emettitori di CO2. Nei due Paesi le emissioni sono diminuite nel 2016, mentre sono rimaste stabili in Europa, così da compensare gli aumenti nella maggior parte del resto del mondo. Il calo maggiore si è registrato negli Stati Uniti (-3% o 160 milioni di tonnellate), mentre l'economia è cresciuta dell'1,6%. Il declino è determinato dal fatto che l'abbondanza di shale gas e la crescita delle rinnovabili hanno spiazzato il carbone. Le emissioni negli Stati Uniti l'anno scorso hanno raggiunto il livello più basso dal 1992 (a fronte di un aumento del Pil dell'80% nel periodo). "Questi tre anni di emissioni invariate in un'economia globale in crescita sono motivo di ottimismo, anche se è presto per dire che le emissioni globali hanno raggiunto il picco”, ha detto Fatih Birol, direttore esecutivo dell'Aie. "Sono anche il segno che le dinamiche di mercato e i miglioramenti tecnologici contano. Questo è particolarmente vero negli Stati Uniti, dove l'abbondanza di shale gas è diventata una fonte di energia a basso costo". Secondo l'Aie, con le politiche appropriate, la produzione di gas naturale negli Stati Uniti potrebbe continuare a crescere con forza negli anni a venire. Ciò potrebbe avere tre conseguenze: oltre all'aumento della produzione nazionale, anche la disponibilità di gas più competitivo per l'Asia attraverso le esportazioni di Gnl e un'alternativa per l'Europa.

Fonte: Staffetta Quotidiana

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