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Home Rassegna Stampa La Cina super inquinata potrebbe comprare il gas di scisto da Trump
17/02/2017 - Pubblicato in news internazionali

«Inseguire il protezionismo è come chiudersi in una stanza buia». Ora quella stanza buia evocata dal presidente cinese Xi Jinping durante il Forum di Davos, in riferimento alle politiche di Donald Trump, potrebbe essere illuminata dal gas americano. A tracciare questo scenario, fatto di una collaborazione più stretta tra le due grandi economie globali, in virtù di un accordo energetico, è l'economista cinese Andy Xie, un passato in Morgan Stanley e famoso per le sue uscite provocatorie. Dalle colonne del South China Morning Post, Xie propone una strategia win-win tra gli Stati Uniti e la Cina, volta a migliorare i rapporti bilaterali dei due paesi e a ridurre l'inquinamento nelle metropoli del Dragone. Grazie al gas di scisto che gli Usa potrebbero esportare verso Pechino. Già Vladimir Putin ha messo gli occhi sull'appetito energetico cinese. Gazprom con il gasdotto Power of Siberia vuole rifornire il paese asiatico e nei giorni scorsi il colosso guidato da Alexey Miller ha reso noto di aver avviato una trattativa per realizzare un impianto di stoccaggio sotterraneo nella Repubblica popolare. Se con lo shale gas gli Usa hanno incrementato la loro produzione di idrocarburi, dall'altra parte del Pacifico la Cina avrebbe fallito i suoi tentativi di dotarsi di un'adeguata produzione petrolifera. Così, con le industrie che reclamano energia, si è puntato tutto sul carbone. Il risultato è davanti agli occhi di tutti, un inquinamento catastrofico. Il successo americano con il gas di scisto, però, fa presente l'esperto cinese, ha bisogno di un mercato ricettivo, in grado di pagare e di avere un approccio commerciale su lungo periodo. L'identikit del cliente risponde al nome della Cina.

Fonte: Italia Oggi – Maicol Mercuriali (pag. 14)

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