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Home Rassegna Stampa Bolletta energetica più leggera di 10 miliardi
22/12/2015 - Pubblicato in fiscalita

La discesa del prezzo del petrolio e derivati, nonostante l'aumento del 3% dei consumi sull'anno scorso, ha permesso al nostro Paese nel 2015 un taglio notevole dei costi per l'approvvigionamento delle fonti primarie di energia, pari a circa 166 euro per ogni italiano, bebé compresi. Il risparmio sui carburanti, in particolare vale 6,7 miliardi di euro in un anno. Secondo l'Unione petrolifera, che ha reso noti i dati, il petrolio occupa stabilmente la prima posizione della "hit" dell'incidenza dei prodotti energetici utilizzati, col 36% del totale. Al secondo posto c'è il gas naturale col 33,3% e a seguire le rinnovabili col 17,5%, i combustibili solidi con l'8,1 % e l'import di elettricità col 5,2%. L'incremento del 3% sui consumi è il primo segnale di un'inversione di tendenza attesa da ben cinque anni. Rispetto al 2010, i consumi di energia oggi sono ancora inferiori di 17,2 milioni di Tep o "tonnellate equivalenti di petrolio" (-9,3%). Torna a crescere il contributo delle fonti fossili, soprattutto gas naturale, mentre le rinnovabili, in calo del 5,9%, pagano il ritorno della produzione idroelettrica su valori medi, dopo il record raggiunto nel 2014. L'andamento delle quotazioni internazionali delle fonti di energia ha consentito un calo del 22% della fattura energetica, passata dai 44,6 miliardi di euro del 2014 ai 34,7 miliardi del 2015 per un taglio di 9,9 miliardi con il contributo determinante della componente petrolifera. Nel 2015 il consumo totale di prodotti petroliferi è stato di 59,6 milioni di tonnellate, con una crescita del 3,6% rispetto al 2014. Un modesto recupero se si Continua la discesa dei prezzi di benzina e diesel alla pompa confrontano le perdite accumulate negli ultimi 10 anni, pari a oltre 27 milioni di tonnellate I consumi sono cresciuti del 3% rispetto al 2014: inversione di tendenza dopo cinque anni (meno 31%). Anche se risultano positivi gli effetti del calo dei prezzi sui carburanti, il cui consumo complessivo ha evidenziato un lieve incremento stimato intorno alle 500 mila tonnellate (+1,3%), i volumi sono ancora inferiori del 18% rispetto a dieci anni fa, cioè circa 10 miliardi di litri in meno. Benzina e gasolio insieme hanno rappresentato il 52% del totale dei consumi petroliferi e il 93% nel settore del trasporti.

Fonte: La Repubblica

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