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Home Rassegna Stampa Asse con Trump sull’energia: lo shale oil Usa boicotta l’Opec
20/06/2018 - Pubblicato in news internazionali

Sembra quasi un ordine di scuderia. Uno dopo l'altro i protagonisti dello shale oil americano stanno cancellando la partecipazione all'Opec Seminar, il convegno biennale sul petrolio che oggi e domani a Vienna, alla vigilia del vertice dell'Organizzazione, metterà a confronto personalità del settore provenienti da tutto il mondo. L'improvvisa serie di defezioni, da parte di alcuni tra i «frackers» più influenti e vicini alla Casa Bianca, avviene in un periodo di crescenti tensioni commerciali che contrappongono gli Stati Uniti sia agli altri maggiori fornitori di greggio - la stessa Opec e la Russia, alleata di quest’ultima nei tagli produttivi - sia alla Cina, primo importatore mondiale di greggio e mercato chiave per Washington, ch e per ritorsione contro i dazi sempre più pesanti annunciati da Donald Trump ora minaccia di boicottare i barili «made in Usa». Russi e sauditi concordano sulla necessità di aumentare la produzione di greggio (anche se non ancora sul “quantum”) per compensare le numerose emergenze sul fronte dell’offerta, dalle sanzioni Usa contro l’Iran al disastro venezuelano, fino al recente riaccendersi degli scontri in Libia. Tra Opec e Stati Uniti la relazione è invece sempre più difficile. L’antica rivalità con lo shale oil si sta trasformando in uno scontro più aspro. Il Congresso Usa ha rispolverato un vecchio disegno di legge già presentato più volte e sempre bocciato a causa dell’opposizione della Casa Bianca (sia sotto il repubblicano George Bush, sia sotto il democratico Barack Obama): il Nopec o «No Oil Producing and Exporting Cartels Act», un acronimo che lascia pochi dubbi su chi sia il bersaglio dei legislatori. Il testo nemmeno stavolta avrebbe grandi chance di essere approvato, secondo gli esperti, anche se ha già passato il vaglio della commissione Giustizia e la settimana prossima andrà in discussione in aula. Ma con Trump mai dire mai.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Finanza&Mercati – Sissi Bellomo (pag. 18)

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