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Home Rassegna Stampa L’Arabia frena: niente accordi senza l’Iran
02/04/2016 - Pubblicato in news internazionali

Per quanto simbolico e probabilmente inefficace, l’accordo per congelare la produzione di petrolio sembrava ormai cosa fatta. Invece no. L’Arabia Saudita, a un paio di settimane dal vertice di Doha, a sorpresa si è tirata indietro: Riyadh non ha nessuna intenzione di mettere un freno alle estrazioni di greggio, a meno che non lo facciano anche tutti gli altri, Iran compreso. A parlare - ribaltando ogni aspettativa del mercato e affondando le quotazioni del barile - non è stato un anonimo funzionario, ma uno degli uomini più potenti della monarchia sunnita: il principe Mohammed bin Salman, figlio trentenne del re, secondo in linea di successione al trono, al quale è affidata una lunga serie di incarichi di governo tra i più delicati e strategici. In un’intervista di cinque ore all’agenzia Bloomberg - in cui si è diffuso anche sull’Ipo di Saudi Aramco - il principe non ha lasciato dubbi sull’orientamento di Riyadh in vista del vertice del 17 aprile, che riunirà in Qatar una quindicina di produttori petroliferi Opec e non: «Se tutti i Paesi, compresi Iran, Russia, Venezuela, membri dell’Opec e tutti i principali produttori decidono di congelare la produzione, saremo con loro». E ancora: «Se c’è qualcuno che decide di aumentare la sua produzione, allora non respingeremo nessuna opportunità che bussi alla nostra porta». Più chiaro di così Mohammed bin Salman non poteva essere. Le sue parole, sommate a una risalita del dollaro, hanno trascinato in ribasso del 4% il prezzo del petrolio, cancellando nel caso del Wti tutti i guadagni dell’anno: il riferimento americano ha chiuso a 36,79 dollari al barile, mentre la prima scadenza del Brent (giugno) ha concluso a 38,67 $. Per la Russia - che aveva dato per certo un accordo anche con l’esenzione dell’Iran, impegnato a riguadagnare la produzione perduta con le sanzioni - si tratta di un bello smacco: il ministro dell’Energia Alexander Novak ha ammesso di non essere stato informato del voltafaccia dei sauditi.

Fonte: Il Sole 24 Ore – Sissi Bellomo (pag. 3)

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