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Home Rassegna Stampa L’allarme sul petrolio venezuelano complica il prossimo vertice Opec
08/06/2018 - Pubblicato in news internazionali

I mercati petroliferi sono tornati a focalizzarsi sul Venezuela, dove la situazione sta peggiorando di giorno in giorno, e le quotazioni del barile hanno ripreso a correre: ieri la seduta si è chiusa con un rialzo di oltre il 25%. Che ha riportato il Brent a 77,32 dollari e il Wti a 65,95 dollari. La convinzione che l’Opec colmerà ogni carenza di greggio comincia a vacillare, probabilmente anche tra gli speculatori, che potrebbero aver interrotto la ritirata. Gli hedge funds da metà aprile sono diventati sempre più cauti, tanto da ridurre le pozioni nette lunghe (all’acquisto) su Brent e Wti ai minimi da settembre 2017. Il prossimo vertice Opec, che si terrà fra appena due settimane, si profila denso di tensioni. Con l’export di Caracas che rischia di crollare di almeno mezzo milione di barili al giorno questo mese, l’aumento di produzione necessario per compensare dovrà essere ancora più ingente di quanto Arabia Saudita e Russia avessero previsto. Convincere tutti i membri della coalizione sarà un’impresa quasi impossibile, soprattutto ora che è emersa l’ingerenza degli Usa, che premono per una riduzione dei tagli produttivi.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Finanza&Mercati – Sissi Bellomo (pag. 21)

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