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Home Rassegna Stampa Acquisti centralizzati: per gas, luce e telefoni non si supera il 25%
26/10/2015 - Pubblicato in aspetti tecnici

Secondo le elaborazioni di Consip per II Sole 24 Ore, appena il 25% della spesa pubblica che dovrebbe passare solo per Consip o per le centrali regionali utilizza di fatto la centrale statale: 1,6 miliardi ogni anno contro i 6,5 che gli enti pubblici destinano all'acquisto di questi beni. Da luglio 2O12 (con il DI 95) è stato rafforzato l'obbligo di passare attraverso Consip (o tramite le centrali regionali) per acquisti di alcune categorie di beni: energia elettrica, gas, combustibili da riscaldamento (le cosiddette fonti per immobili), carburanti (rete ed extra rete) e telefonia, fissa e mobile. Per questi beni, le amministrazioni pubbliche (comprese quelle locali) possono ancora approvvigionarsi da sole, ma solo se riescono a spuntare prezzi inferiori a quelli della centrale statale. La manovra puntava naturalmente a garantire risparmi di spese tramite l'acquisto centralizzato. Solo per la telefonia fissa, per esempio, i valori Consip sono inferiori del 69%. Il risparmio è molto più variabile per energia, gas e carburanti, ma di fatto garantito nella stragrande maggioranza dei beni. Dal 2012 la spesa presidiata da Consip in queste categorie è sicuramente salita ma forse non ai ritmi auspicati: due anni e mezzo dopo l'asticella è ancora ferma al 25% del totale. All'appello mancano poco meno di cinque miliardi.

Fonte: Il Sole 24 ore – Valeria Uva (pag.10)

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