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Home Rassegna Stampa Accordo sui tagli, vola il petrolio
01/12/2016 - Pubblicato in news internazionali,stoccaggi

A seguito dell’accordo raggiunto, l’Opec non solo si impegna a tagliare la produzione di petrolio di ben 1,2 milioni di barili al giorno, a partire da gennaio e per sei mesi prorogabili. Ma sostiene di poter contare fin d’ora sulla collaborazione della Russia (affermazione subito confermata da Mosca) e di altri produttori non Opec, per una riduzioneulterioredialtri600milabarili. Sull’altare dell’accordo - che è riuscito nel miracolo di conciliare le posizioni di Arabia Saudita, Iran e Iraq - è stata sacrificata l’Indonesia: il paese, che peraltro è un importatore netto di petrolio, uscirà dall’Organizzazione dopo esservi rientrata dopo lunga assenza solo l’anno scorso. «Per loro sarebbe stato difficile partecipare a questa decisione unanime - ha spiegato Mohammed Al Sada, ministro del Qatar e presidente in carica dell’Opec - così hanno scelto di autosospendersi». Non appena si è intravista la possibilità di un accordo, le quotazioni del barile sono arrivate a guadagnare oltre il 9%, nel caso del Brente il 10% per il Wti. In chiusura il riferimento europeo valeva 50,48 $, l’americano Wti 49,75 dollari. Le quote di produzione di ciascun paese membro sono state pubblicate – cosa che non accadeva più da dieci anni - ed è stato istituito un comitato di monitoraggio, che vigilerà sull’effettiva attuazione dei tagli e potrà anche revocarli dopo i primi sei mesi se non ci sarà la collaborazione di paesi esterni al gruppo.

Fonte: Il Sole 24Ore – Sissi Bellomo (pag. 3)

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